Campofilone
Scendendo nelle Marche, ho visto campi di grano a perdita d’occhio, un tripudio che poi con l’avanzare della stagione si perde. Siamo nelle Marche, quindi, in Val d’Aso, abbastanza in basso. Risalendo la valle, si trova Campofilone. Campofilone si è sviluppato da un borgo, formatosi nell'alto medioevo, attorno all'abbazia benedettina di San Bartolomeo. Nel XII secolo il monastero è stato sottoposto al vescovato di Fermo e vi rimase fino al 1342. La via degli Orti, con volta a botte, il viale dei Pini e il Torrione di Porta Marina, Porta da Sole e Porta da Bora sono segni evidenti del passato. La chiesa abbaziale, ricostruita nella seconda metà del XIX sec., è a croce greca. E' stata affrescata dal Fontana e decorata con figure di santi, tendaggi e marmi preziosi dal suo allievo Nicola Achilli. Del Fontana sono anche gli affreschi della chiesa di San Patrizio. Vantano una tradizione antichissima i "maccheroncini di Campofilone", anticamente considerati un piatto nobile; già nel '400 sono detti "maccheroncini fini fini", in una corrispondenza dell'abbazia di Campofilone. Nel corso del tempo è divenuta famosa la "Sagra dei maccheroncini" che porta nella località migliaia di turisti ogni anno nel mese di agosto.